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La casa di riposo come luogo di valorizzazione dell’individuo

La casa di riposo come luogo di valorizzazione dell’individuo

In un’epoca storica in cui la soglia dell’aspettativa di vita si innalza costantemente e l’età media della popolazione risulta essere sempre più elevata, è fisiologico che la comunità, non solo scientifica, si concentri sempre più sullo studio delle problematiche e delle esigenze specifiche della terza età – nei primi anni 2000, è stato anche introdotto il concetto di “quarta età”. Si stima, infatti, che gli ultrasessantenni rappresentino oltre il 22% della popolazione e che sia in costante crescita anche il numero delle persone centenarie o quasi.

L’analisi della condizione degli anziani arriva, a giusta ragione, a toccare un aspetto in particolare, che è quello relativo all’ingresso della persona in casa di riposo (in gergo tecnico, “istituzionalizzazione dell’anziano”). Si pone, cioè, l’attenzione sulle criticità rappresentate dal soggiorno dell’anziano nella struttura di accoglienza e sullo studio delle soluzioni necessarie a risolvere tali eventualità.

 

Non solo assistenza sanitaria

Nello specifico, la comunità scientifica – rappresentata da medici, psicologi e dal personale sanitario in generale – si sta adoperando a far sì che la permanenza in una residenza per anziani non fornisca soltanto una risposta di carattere medico ed assistenziale, ma anche un’opportunità di arricchimento sociale, di mantenimento e, ove possibile, sviluppo delle facoltà cognitive e motorie, di riduzione della solitudine.

In altre parole, l’istituzionalizzazione della persona anziana non deve essere concepita solamente come un modo per fornirle assistenza continua qualora la famiglia non abbia la possibilità di fare ciò in maniera adeguata, ma come un’opportunità per aiutare l’anziano a mantenersi attivo e, ove possibile, autosufficiente, ad avere rapporti interpersonali costruttivi, a mantenere vivi interessi e curiosità. Insomma, si pone l’accento su come cercare di garantire all’individuo a cui si fornisce assistenza uno stato di salute totale, non meramente fisica ma anche e soprattutto psicologica, con una maggiore sensibilità verso le sue esigenze interiori e motivazioni profonde.

 

La dimensione individuale

“Individuo” è una parola chiave in questo contesto, in quanto sancisce la necessità di riportare in primo piano le esigenze della persona, prima ancora che di una categoria: ciascuno ha un vissuto e delle caratteristiche a sé stanti e rappresenta, di conseguenza, un caso unico, che richiede attenzioni specifiche.

È essenziale che le strutture per anziani rispondano pienamente a tali istanze e si facciano interpreti di tale evoluzione culturale, mettendo in atto tutti gli strumenti tesi a garantire la valorizzazione individuale dei propri ospiti, garantendone tanto l’integrità fisica quanto il benessere interiore.

 

Sensibilità in un momento delicato

A tutto ciò, occorre aggiungere che l’ingresso in casa di riposo rappresenta un momento estremamente delicato, perché presuppone un cambiamento significativo delle abitudini, dello stile di vita, delle persone che circondano l’ospite e che entrano a far parte della sua quotidianità, del luogo di domicilio, e di tanti altri aspetti, tantopiù che spesso per l’anziano non si tratta di una scelta “voluta”.

La capacità di cominciare una nuova vita in un ambiente diverso varia da persona a persona in base alla sua storia, alle sue condizioni fisiche e psichiche, alle sue aspettative, a fattori sia personali che oggettivi.

Alcuni individui, provenendo da una situazione di solitudine e precarietà, saranno probabilmente più propensi a cogliere gli aspetti positivi della vita in una struttura protetta, grazie al senso di sicurezza garantito dall’assistenza sanitaria e dalle numerose occasioni di interazione sociale.

Altre persone, al contrario, potrebbero considerare tale cambiamento come negativo, se non addirittura traumatico, soprattutto in condizioni particolari come la vedovanza, la presenza di conflitti familiari o di patologie importanti.

In questo secondo caso, tutto il contesto di riferimento dell’anziano (cioè la famiglia di provenienza e “la nuova famiglia” della casa di riposo) deve essere in grado di sostenere e rassicurare la persona, di farle percepire costantemente la propria vicinanza e di fornire risposte efficaci alle sue esigenze. Nello specifico, ai familiari sarà richiesto di mantenere un rapporto continuo e significativo con il proprio caro, e possibilmente di fargli conoscere in anticipo la nuova realtà in cui andrà a vivere, con visite alla struttura antecedenti all’ingresso definitivo, in modo che ci sia un passaggio graduale e non un cambiamento repentino e traumatico.

Prerogative della residenza per anziani

Il personale della casa di riposo dovrà, poi, assicurarsi che al nuovo ospite non manchino gli spazi personali e la privacy; che, per esempio, abbia la possibilità di personalizzare la propria stanza e di ricevere visite in spazi riservati; che non vengano meno le sue facoltà decisionali e la sua autonomia; che possa conservare, ove possibile, la propria routine giornaliera e le sue abitudini; che possa partecipare alle attività di gruppo (creative e ricreative, educative, cognitive, linguistiche, motorie, eccetera) nella misura in cui non si senta obbligato a farlo.

E ancora: che possa conservare rapporti continuativi con le persone che fanno parte della sua vita (parenti, amici, vicini, eccetera), e che le attività cognitive e relazionali proposte siano confacenti alle sue caratteristiche e necessità personali. In questo articolo, abbiamo approfondito gli aspetti da tenere in considerazione nel momento in cui si stia valutando di inserire un parente in una casa di riposo: https://www.residenza-annunziata.it/casa-di-riposo-scegliere-quella-giusta/.

In conclusione, alle strutture di accoglienza è richiesto di ampliare i propri servizi e adeguarli a queste nuove prospettive, elevandone al contempo la qualità, per fornire risposte adeguate non soltanto alle esigenze assistenziali dei propri residenti, ma e soprattutto anche a quelle psicologiche. Ciò è altresì importante per i loro familiari, che potrebbero essi stessi avere difficoltà ad accettare il distacco e ai quali gioverebbe sapere di poter contare su una struttura all’avanguardia in questo senso, in cui la dignità personale dell’ospite fosse salvaguardata e, ancor di più, valorizzata.

Si tratta di istanze di cui Residenza l’Annunziata si fa interprete quotidianamente con i propri servizi e la formazione del proprio personale; per tutte le informazioni, per visitare la struttura e avere la possibilità di valutarne in modo diretto l’ambiente e l’équipe, è possibile contattare lo 0172/450244 o scrivere un’email ad info@residenza-annunziata.it. La nostra reception è a disposizione per qualsiasi domanda e per fissare un appuntamento.

 

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